Quarti di finale Coppa Italia Genzano (Roma).
COGIANCO GENZANO - CARMENTA 13 - 11 dcr.
E' passata una settimana, e non so se ci credete, ma le scatole ancora mi girano. Sto iniziando in questi giorni, a farmene una ragione del fatto che siamo usciti alla prima partita, delle finali ad otto della Coppa Italia. Vabbè che abbiamo incontrato la squadra che dopo ha vinto la manifestazione, ma porca di quella eva porca proprio a noi è toccata in sorte alla prima questa compagine? Qualche partita, nel nostro giorno di permanenza in quel di Roma l'abbiamo pur vista, e, scusate se non è sfiga, abbiamo potuto assistere a incontri che, per furore agonistico, avevano la chiara parvenza, di una allegra scampagnata tra scapoli ed ammogliati , più che un match da finali italiane di questo sport. Ci resta pur sempre la soddisfazione, di avere perso contro la squadra ospitante ( poi vedremo cosa vuol dire ), che è andata in finale contro la Poggibonsese, che nel nostro girone ci è arrivata alle spalle, che se ti giravi, neanche la vedevi da quanti punti abbiamo messo tra noi e loro. E poi c'era in giro gente che diceva che noi avevamo vinto il campionato perchè, dopo il ritiro del fantomatico Povoli, il nostro era un girone da vincere con una gamba sola . Ma mi faccino il piacere come diceva il grande Totò. Comunque lasciando perdere sfoghi che agli occhi dei più possono sembrare vittimismo, andiamo a parlare della partita. Cosa volete che vi racconti, siamo arrivati a questo big-match in condizioni da ospedale da campo. Il mitico Ciuska ( Nobel per il pronto soccorso ), era più indaffarato a recuperare bende e ghiacchio secco per i nostri ragazzi, più che Pino a trasmettere loro le tecniche per poter almeno giocarci alla pari questo delicato incontro. Però se una cosa mi sento di dire è che nulla è stato lasciato al caso e seppur in evidenti difficoltà dal punto di vista della tenuta fisica, i nostri ragazzi si sono attenuti alle direttive dell'allenatore, per andare a vendere cara la pelle. Pino aveva detto, che noi dovevamo andare in quel di Roma, a stupire una platea, che ci attendeva con curiosità. E l'abbiamo stupita, di questo ne sono certo, non solo, l'abbiamo terrorizzata e di questo ne sono sicuro, avendo visto un intero palasport alzarsi in piedi al termine della partita, prima dei rigori, e battere le mani in maniera isterica consci del fatto che una squadra con un cuore ed una grinta come la nostra, loro non l'avevano mai vista. I telecronisti hanno parlato di pagina storica del calcio a cinque scritta da queste due squadre. Capite perche mi girano come eliche? Perchè sarebbe stato fantastico passare il turno e sollevare la coppa in faccia a tutto e a tutti. Per primi quelli che dentro lo stanzino degli arbitri a fine gara sorridevano soddisfatti per lo scampato pericolo e per, come dire, aver portato a compimento la missione di portare avanti la squadra di casa. Perchè noi in partita, pronti via e siamo subito andati sopra di due gol. E qua scatta la rappresaglia. Così nel primo e anche nel secondo tempo, in maniera scientifica gli arbitri hanno iniziato a caricarci di falli che poi saranno determinanti nell'assegnazione dei tiri liberi che faranno galleggiare la Cogianco in una partita iniziata per loro nel più traumatizzante dei modi, e finita con la nostra rimonta da film epico sulle guerre di liberazione popolare. Cosa volete che vi parli delle parate del nostro portierone MARCO? Del capitano GASTON? Dei gol dei nostri ragazzi? Che DIEGO ne ha cazzati altri due, che con due di ENRIQUE uno a testa PAULISTA, AISSAM, WAGNER, LUCAS, tutti su azione, abbiamo fatto sbiancare in volto una tifoseria che era convinta di fare un sol boccone di noi? Si potrebbe parlare di questo, ma questa sarebbe fredda cronaca, ed io alla cronaca preferisco la poesia. Allora, mi piace raccontarvi di quello che non troverete se andate a rivedere la partita su YouTube, no io voglio parlare del cuore che questo compagine mi ha fatto vedere e di come l'unione di intenti rafforzati da una grande amicizia fra questi ragazzi, ha fatto si che questa non sia stata solo una semplice partita, ma soprattutto un insegnamento per la vita. Le difficoltà sono grandi, pensi di non potercela fare, tutto ti gioca contro, su la testa e si va in campo coperti e determinati a stupire tutto e tutti. Questo aveva predicato il nostro allenatore nel pre partita, e questo i ragazzi gli hanno fatto vedere, in un campo che simbolicamente è diventato metafora della vita dove si può perdere o vincere, ma da dove si può e si deve sempre uscire a testa alta. E penso che di tutto questo ne sia fiero il presidente, fiero di quella che abbiamo sempre chiamato e sempre chiameremo:
LA COMBRICCOLA DEL MENE.
Ricordate che il bar non va in vacanza, ma che settimanalmente qualche altra delle mie paranoiche cronache andrà su queste pagine elettroniche, tanto per non interrompere un filo che spero si sia creato tra me e chi ha avuto la voglia e spero il piacere di leggermi. Magari sotto forma di news sulla squadra, sempre col mio modo tutto fuorchè serio. Se qualcuno volesse commentare questo anno calcistico di chiacchiere da bar mi farebbe molto piacere. Alla prossima brava gente.................................................................................................