venerdì 26 marzo 2010

Sabato 20 Marzo

25^ GIORNATA TIRRENIA - CARMENTA 2 - 3

E venne anche la fine del campionato. Con una giornata di anticipo, osservando il nostro turno di riposo, abbiamo scritto la parola "The End" su di una stagione che in questa rubrica semiseria è stata descritta spero in modo divertente e completo. Piccolo passetto a ritroso, e raccontiamo quello che è successo nella trasferta di sabato scorso in quel di Pisa. Siamo partiti con molta calma come al solito, e dopo un viaggio lungo siamo arrivati nella ormai nostra seconda patria, cioè la Toscana. Credo che dopo tutte le trasferte di quest'anno, se ci carichi in un qualunque pulman, di una qualunque linea, il mezzo se lasciato libero di andare per i cazzi suoi, con noi a bordo in totale libertà, si mette in moto e si catapulta verso la patria di Dante, tante sono state le scorribande in questa regione. Che poi l'avessimo vista almeno. Tipo sabato scorso per dire, siamo arrivati con un bel po' di ritardo, abbiamo mangiato, e col boccone ancora quasi in bocca siamo corsi a digerire, praticamente giocando. E questo lo si è visto soprattutto durante la partita. Gente che deambulava in cerca di una digestione approssimativa, per tornare a essere giocatori di calcio a 5. Ma niente da fare, c'è voluto praticamente tutto il primo tempo, perchè si tornasse ad essere una quasi compagine che dall'alto della sua posizione in classifica, dettasse legge per l'ennesima volta, come abbiamo fatto nel corso dell'intera stagione. Ma cosa volete farci, non è che il Tirrenia abbia fatto il diavolo a quattro in questa partita. Si sono presentati con una formazione rimaneggiata, senza brasiliani, e di conseguenza lo spettacolo ne ha risentito. Penso che il motivo sia stato per problemi interni, ma nelle cose altrui non mi sembra elegante ficcarci il naso. Noi comunque non è che ci siamo dannati più di tanto. Abbiamo fatto il compitino come spesso ci è capitato di fare dopo che abbiamo stravinto il campionato. Logico? Umano? Comprensibile? Adesso basta, e qui ci starebbe da Dio una imprecazione, ma non posso per motivi di squalifiche in ambito sportivo. Adesso basta si diceva, e il motivo di questo mio grido di battaglia, deriva dalla consapevolezza che mercoledì ci andiamo a giocare, in quel di Roma, quella che per la storia della nostra società potrebbe essere la partita della vita. Ma vi rendete conto, noi un piccolo paesello che si va a giocare una finale di Coppa Italia, nella città eterna? Non capita tutti i giorni, e per molti di noi potrebbe essere veramente una partita che racconteremo al bar tra qualche anno. Ti ricordi di quella volta che venivamo da un periodo cazzone, che avevamo perso la nostra intensità, i nostri occhi della tigre, la nostra aggressività e che insomma si era diventati quasi una squadra come tutte le altre? Ti ricordi che nei giorni antecedenti la partita, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che, saremmo anche la squadra di un piccolo paesello, ma che se avevamo messo sotto tutto un girone di serie B, qualche attitudine per questo sport ce l'avevamo? Ti ricordi che il mercoledì successivo siamo andati in campo contro la squadra ospitante il Cogianco che ci aspettava per farci neri ed invece gli abbiamo fatto un c.... mazzo così; tanto che molti di quei giocatori avversari, dopo averci visto in partita, hanno mollato tutto e si sono reinventati: chi ballerini di tango, chi avventurieri e chi, dopo previa operazione, puttanoni, tanto che adesso li puoi trovare solo nei peggiori bar di Caracas? Certo sarebbe bello trovarsi a ricordare tutto questo. Però ragazzi, e qui torno serio, dipende molto se non tutto da noi stessi. Dimentichiamo il passato, noi siamo una squadra che deve le sue fortune a l'alchimia che si è venuta a creare al nostro interno. Un bilanciato insieme di movimenti e di situazioni studiate e ripetute in modo approfondito, che porta il singolo giocatore a dare il suo meglio all'interno appunto, di questa concezione di gioco d' insieme. La nostra forza è la compattezza, l'essere tutti al servizio di tutti, sia con il comportamento, che magari con una parola di incoraggiamento nei confronti di un compagno in momentanea difficoltà. Sono sicuro che in una partita di questa importanza, troveremo quello che da qualche tempo ci è mancato e cioè il nostro carburante principale: l' adrenalina. Dai ragazzi, noi siamo fatti così, noi dobbiamo fiutare la preda, dobbiamo studiarla, sentire l'odore della sua paura e il profumo della nostra forza, e solo allora, da grandi predatori, colpire senza nessuna pietà di sorta, col massimo rispetto di tutti, ma con la assoluta consapevolezza della nostra forza. Capite perchè mi dilungo su quello che verrà, piuttosto che sulla soporifera partita di sabato scorso. Incontro che a parte i due soliti gol di Diego e uno di Enrique, va in archivio col fatto del giorno: l'esordio dal primo minuto del portierone nostro che vola nei cieli: Alefonta. Sui gol incolpevole, ti cava degli ottimi interventi, uno su tutti una deviazione in angolo su un tiro maligno che, vedendolo volare, mi è venuto in mente un vecchio carosello di molti anni fa, sul personaggio di Jo Condor, che terrorizzava una intera vallata con le sue picchiate e che alla fine dello spot a chi restava incredulo sulle sue possibilità ripeteva :" E che c'ho scritto Jo Condor ?", poi arrivava il gigante buono che lo cazziava, ma quello non se lo ricorda più nessuno, quello che resta nell'immaginario collettivo è la figura di chi vola, di chi anche magari solo per un attimo stacca i piedi dal suolo e va sopra a tutto e a tutti, come appunto solo i grandi portieri sanno fare. Altro da dire della partita di sabato? Mi sembra di no, e comunque molto più importante abbassare lo sguardo, chiuderci in noi stessi e ognuno metta la propria consapevolezza e determinazione al servizio della cosa che in questo momento, viene prima di tutto e cioè: il bene e il prestigio del Carmenta. Naturalmente, avrete capito che il bar non chiude perchè è finito il campionato, anzi, quello a cui stiamo andando incontro, è forse l'epilogo più bello e appassionante di una stagione che ha visto primeggiare e dettare legge la solita e lasciatemelo dire fortissima: Combriccola del Mene. A Roma , porterò con me il computer, sarebbe bello che dovessi fare le mie chiacchiere da bar direttamente dalla capitale, vorrebbe dire fermarsi per qualche giorno che dobbiamo terrorizzare anche quelle zone. Alla prossima brava gente...................................

giovedì 18 marzo 2010

Sabato 13 Marzo

24^ GIORNATA CARMENTA - OASI 9 - 1

E rieccoci brava gente, si ritorna a parlare della nostra ciurmaglia che torna alla vittoria dopo il piccolo inconveniente della partita col Villorba. E' un pezzetto che non si scriveva dei nostri ragazzi, ma è che abbiamo osservato un turno di riposo per la scomparsa dell' ectoplasma Povoli. Ve la ricordate la squadra che doveva far tremare il mondo? Campagne acquisti faraoniche e via discorrendo? Ebbene, cucù e il Povoli non c'è più, e così un turno di salutare riposo per ricaricare le batterie e rimetterci in pista a suon di gol e di bel gioco. Ed è stato proprio così sabato scorso, in una sola volta abbiamo riannodato i fili del nostro gioco, e ritrovato tutta la nostra cattiveria agonistica che: un po' per l' avvenuta promozione, un po' per una serie di sfighe indicibili, avevamo perso, permettendo al Villorba di macchiare la nostra fedina calcistica con l'unica sconfitta di un campionato che resta di una qualità pazzesca. Comunque tutto fa esperienza, e forse quel passo falso ci ha fatto solo del bene, visto l'impegno di Coppa Italia che ci aspetta a fine mese in quel di Roma. Come a dire, noi ci saremo e andremo a vendere cara la pelle a tutti quelli che si pareranno sulla nostra strada, e a tentare di stupire ancora una volta l'opinione del popolo del Futsal italico, che quest'anno è rimasta scossa per i nostri risultati e il modo in cui sono arrivati. Adesso, si tratta solo di recuperare al meglio i tanti infortunati dell'ultimo periodo e coscienti che nella prima partita giocheremo con la squadra di casa, nonchè organizzatrice della manifestazione, se faremo quello di cui abbiamo ampiamente dato prova di saper fare, non dobbiamo aver nessun timore. Un mio vecchio allenatore amava ripetere prima delle partite: " Rispetto per tutti, paura di nessuno!". Test molto importante sarà la prossima partita col Tirrenia per vedere se tutto è a posto, e, soprattutto, se noi siamo veramente tornati ad essere, la gioiosa macchina da Futsal di tutto il trascorso campionato. Anche perchè, per noi, è l'ultima partita di quest'anno calcistico, poi ci sarà un'amichevole con la Luparense, e poi via a rotta di collo per vedere di che pasta siamo fatti. Tranquilli ragazzi siamo fatti di pasta fatta in casa, vera e propria razza Brenta. Intanto, prima di tutto questo, facciamo un giretto dalle parti della combriccola del Mene:

ENRIQUE: il tempo passa ma lui c'è sempre, il campionato volge al termine ma senza paura e con una continuità incredibile porta in dote un gol e il suo modo bailado di intendere il calcio a 5:
NON STOP KINDER.

DIEGO: siamo all'abbuffata da gol, la sua bulimia da cazzare la palla in porta lo catapulta verso quattro lecche fatte, e maglietta con 200 pappine stampate, tanto per far ricordare quello che ha combinato in questi anni a Carmignano di Brenta:
L'ALMANACCO DEL GOL DOPO, E POI ANCORA E POI ANCORA...............

WAGNER: ha da finire la nottata, lui stringe i denti, lotta, sbuffa anche se vista la stagione sempre in prima linea e a tirare la carretta lo fa apparire un po' in debito di ossigeno. E' solo una tattica vedrete cosa ti combinerà a Roma:
SAGACE.

LUCAS: un Ufo. Sia perchè quando sta bene, gioca che non c'è trippa per gatti o per avversari, fa di quelle cose che è un piacere starlo a guardare, poi però c'è da dire che almeno per quest'anno queste cose ce le ha fatte vedere col contagocce per i tanti troppi infortuni subiti:
GUERRE STELLARI.

PAULISTA: gioca con una caviglia che gli dà dei problemi e questo lo fa rendere di meno, ma soprattutto gli fa essere come lui non vorrebbe essere e cioè troppo legato alle sue condizioni fisiche, più che alla forza che possiede e che non riesce a mettere nel campo come vorrebbe. Forza ragazzo un piccolo sforzo che ormai siamo alla fine e poi puoi pensare solo a rimetterti in sesto:
BARCOLLO MA NON MOLLO.

GASTON: vabbè lo ammetto e forse ve ne sarete accorti tutti in queste mie paranoiche scritture che ho un debole per lui. Ma cosa volete farci, a parte che è il capitano, è anche una persona che rispecchia tutte quelle cose che ai giorni nostri stanno sparendo e che si chiamano: valori:
UN CAPITANO, C'E' SOLO UN CAPITANO.

JAMAL: grande Pisolo, ormai mi viene da chiamarlo così, alterna momenti buonissimi a dormite epiche arriverà il giorno che starà sveglio una partita intera. Dimenticavo però che un gol lo ha cazzato anche lui:
BUONANOTTE BUONANOTTE FIORELLINO.

MARCO2: Squillino le trombe e rullino i tamburi. Tre pappine e una prestazione che solo capisse che se si libera di troppe sovrastrutture mentali trasmesse nel rettangolo di gioco potrebbe essere un fior di giocatore anche perchè tre gol sono il frutto di tutto quello che in questi mesi ha seminato e che vede iniziare a crescere:
GERMOGLIO.

ERION: e qua un po' le balle mi girano. Ha tutto per essere un buon giocatore, ma quello che conta sono anche la personalità e la velocità di pensiero. Perciò vogliamo essere cattivi sportivamente parlando si intende?:
EDDAI!!!

MARCO: dimentichiamoci del gol preso e ricordiamo al gentile pubblico che segue questa rubrica che il nostro è stato da poco convocato per un raduno della nazionale maggiore agli ordini del mister Menichelli. Un altro bel pezzo della Carmignano che si fa valere sul suolo patrio:
( BRAVO )2.

ALEFONTA: un mito! Sostituisce il portiere della nazionale e non lo fa rimpiangere. Anzi con tutta una serie di interventi si porta il pubblico dalla sua parte e dirige la difesa dall'alto della sua esperienza. Così meticolosamente che ad un certo punto, su una palla alta, si è autochiamato il " lascia":
MITICO.

PINO: sta tribolando, vede che la sua ciurmaglia è un po' alla frutta, ma facendo appello alla sua grande esperienza e alle sue doti di gran conoscitore di questo mondo, li sta piano piano ricostruendo e rimotivando. Penso che il successo di sabato e il modo in cui è arrivato gli abbiano fatto capire che la sua squadra, quella che ha dominato tutto un campionato, sta tornando ad essere quella che a lui piace:
ESSERE O NON ESSERE QUESTO E' IL PROBLEMA!

E così, alè, sabato si ritorna per l'ennesima volta in terra toscana per portare a casa i tre punti e la convinzione di essere pronti per l'importante impegno che ci attende. Una ribalta nazionale dove i nostri ragazzi saranno chiamati a far vedere il loro valore a un a platea molto curiosa di conoscere la vera rivelazione di quest'annata calcistica, e cioè: noi, o più semplicemente il CARMENTA CALCIO A 5. Prossimamente ci sarà modo di parlare del futuro di questa società e spingere perchè tutte le parti sociali amministratori in primis si diano una sveglia per far si che questa stupenda avventura possa continuare, per intanto alla prossima brava gente..................

giovedì 4 marzo 2010

Sabato 27 febbraio

22^ GIORNATA CARMENTA - VILLORBA 4 - 6

E' arrivata! Purtroppo è arrivata! Dunque siamo qui a commentare il primo e si spera ultimo incidente di percorso della nostra annata. Non che non ce lo si potesse aspettare, viste tutte le contingenze negative del periodo. Adesso siamo qui a leccarci questa prima, e direi per importanza piccola, ferita, di un campionato vissuto sull'aggettivo: incredibile. Vabbè, venivamo da settimane comprensibilmente fatte di allenamenti allegri e festeggiamenti vari, ma quello che più ci ha destabilizzato è stata la serie impressionante di infortuni che ci hanno colpito in questo periodo. Infortuni culminati con quello occorso a Wagner in questa partita, che ci ha lasciato senza la possibilità di fare cambi importanti durante questa gara. Anche perchè, e questo bisogna dirlo, ci è venuta a fare visita una signora squadra che in questo momento sta tentando di riequilibrare una stagione che finora aveva suscitato molte perplessità visto il passato e il carisma di questo club. Di conseguenza trovarci al cospetto di una compagine che, giustamente ha mostrato gli occhi di tigre, ci ha impedito con una formazione largamente rimaneggiata di poter fare il nostro solito calcio a 5. Perchè signori e signore diciamocelo francamente, se questi li avessimo incontrati nel nostro miglior periodo, potevano avere gli occhi di tigre quanto volevano. Penso che nella migliore delle ipotesi li avremmo strapazzati come si fa con un gattino dal pelo arruffato che ad un certo punto ti fa così tenerezza che gli dici :" dai tigre mi fai così paura che ti offro un bicchiere di latte e un po' di carezze, nel nostro caso una brentana di gol". Scherzo naturalmente, e non me ne vogliano gli amici del Villorba, volevo solo sottolineare nel mio solito modo cazzone che in questo periodo dobbiamo per forza di cose convivere con tutta una serie di problemi che ci impediscono di essere, come siamo sempre stati per tutto questo campionato, al top. Se vi dico, che in tribuna a vedere la partita erano presenti: Lucas, Calabretto e Aissam senza mai dimenticarci dell'assente Imad, bene, detto questo, mettete in porta Marco con questi quattro e vediamo come finisce la partita. E questi, erano per noi l'aggiunta e il fiore all'occhiello di una intelaiatura di squadra, che ha tirato il carro tutta la stagione, verso una promozione, che in gran parte è stata merito di una vecchia guardia encomiabile, ma che, vivaddio, prima o poi avrebbe inevitabilmente dovuto fare i conti, con tutte le variabili che un torneo difficile come la serie B porta con sè. Certo che se la sfiga decidesse di abbandonare il palaboschi e ci lasciasse preparare le finale ad otto di fine mese ci farebbe un grande piacere. Sciò sfiga sciò, fatti in là che dobbiamo tornare ad essere la combriccola del Mene:

ENRIQUE: ormai più che alla partita di sabato mi riferisco ad un intero campionato dove il nostro piccolo ballerino di samba ha risposto nei fatti e nella sostanza:
PRESENTE

DIEGO: ormai per lui conta l'inseguimento alle duecento pappine fatte e quasi ci stiamo arrivando, mancandone, se non vado errato, due o tre. Ma quello che conta di più è il suo solito atteggiamento tutto cuore oltre l'ostacolo, sabato altri due tanto per non perdere il vizio:
EL PUMA

WAGNER: è un po' in debito d'ossigeno e in questo periodo di super lavoro lo si vede in difficoltà quando deve giocare un minutaggio oltre il logico e consentito. Fa comunque un gol e poi si infortuna, che dire:
BARCOLLO MA NON MOLLO

PAULISTA: siamo qui a scrivere le solite cose sui suoi mezzi e sulle sue possibilità che sono sicuramente enormi, ma che allo stato attuale dei fatti, sono ancora in divenire. Perciò, anche in prospettiva futura, aspettiamo risposte certe da quello che per noi è un nostro grande patrimonio:
PREZIOSO

GASTON: il mio debole per lui credo che ormai sia arcinoto, ma vederlo giocare e soprattutto giocare gran parte delle partite per mancanza di cambi, sempre con la sua classe e la sua sagacia tattica, mi fa ripetere una conclusione già usata per il nostro come sempre grande:
CAPITANO MIO CAPITANO

LELE: da un punto di vista della crescita tecnico tattica è probabilmente uno dei nostri giovani che più si sono messi in mostra in questo campionato; se la personalità facesse capolino più spesso, nelle sue prestazioni, staremmo a parlare più del giocatore che delle suo modo di correre che ricorda in parte il caracollare modello Olivia dei fumetti di Braccio di Ferro:
POPEYE

FABIAN: un po' di minuti e di ossigeno a favore della causa. Per adesso più un "da vedere" che una conferma, anche per il poco spazio avuto in una stagione dove oggettivamente la sua incidenza è stata leggera:
BUONA LA PROSSIMA?

ERION: impegno e serietà. Questi sono le prerogative che di lui mi saltano agli occhi prima di tutto. Sabato si è scontrato con una categoria che per lui è ancora ostica, ma se impegno e serietà sono due cose che alla fine nello sport come nella vita pagano, penso che con il tempo che gioca a suo favore, potrebbe essere in futuro una lieta sorpresa. Dipende solo da lui:
ONLY THE BRAVE

MARCO: abituato com'era, penso che sabato prendere sei pappine nella sua porta gli abbia fatto girare le eliche in maniera impressionante. Dai Marco prendiamola come se fossimo tutti andati in meritate ferie dopo un periodo di gratificante super lavoro:
PUNTO E A CAPO

PINO: raschia il barile oggi, raschia il barile domani ormai non c'era più nemmeno l'ombra del vino frizzante che il nostro Mister aveva distillato ad inizio stagione. Dall'alto della sua esperienza me lo aveva fatto capire anche prima di questa partita. Alla fine però dentro agli spogliatoi davanti al suo esercito un po' dimesso e dismesso ringrazia tutti con un commento dove esalta tutto quello che di buono è stato fatto in questa stagione che non dobbiamo dimenticarci è stata e sarà sempre eccezzionale:
DAL FILM :"SU LA TESTA"

Ho provato una strana sensazione a dover commentare la nostra prima sconfitta, ma a parte che è arrivata a giochi ampiamente fatti, a parte che non sono giustificazioni ma dati di fatto i tanti troppi infortuni che stiamo patendo, a parte che è umanamente comprensibile un periodo per resettare la nostra ferocia agonistica, detto tutto ciò sabato si riposa con le gambe ma non con lo spirito. Dobbiamo fare di tutto e di più perchè il nostro sguardo sia di nuovo carico e cattivo in direzione Roma dove alla fine del mese ci aspettano le finali ad otto della Coppa Italia. E dobbiamo esserci per forza con tutto il nostro impegno e il nostro cuore per far vedere a tutti quelli che ci stanno aspettando al varco: chi siamo e cosa siamo. Sperando naturalmente, con l'appoggio di tutte le componente politico-economiche del nostro paese, di continuare a far vedere come un piccolo paese di provincia possa vivere altre sfide a livello nazionale, sfide che appassionano e contagiano sempre più persone in maniera numerosa.
Nota a margine: ho sentito che qualcuno dopo la vittoria del campionato si è lamentato del fatto che non è stato nominato nei miei articoli. A parte che già anticipatamente mi sono scusato con quelli che di sicuro mi sarei dimenticato e vista la quantità di tifosi sono tanti, a parte questo, non prendiamoci troppo sul serio, i miei sono deliri da innamorato di questo sport che se si potesse farebbe anche a meno di scrivere e gli piacerebbe molto di più cazzeggiare con le persone al bar che davanti a un freddo schermo di un computer. Magari davanti ad un buon bicchiere di vino rosso gridando: forza Carmenta. Tanto alla fine della fiera conta solo questo.............come sempre alla prossima brava gente...........................................................