mercoledì 17 febbraio 2010

Sabato 13 Febbraio

20^ GIORNATA CARMENTA - PETRARCA 3 - 1

E' qui la festa? Certo che è qui la festa. Sabato 13 febbraio, ultimo istante della partita, l'arbitro fischia la fine e il delirio si impossessa di un Palaboschi che non aspettava altro per celebrare il raggiungimento di un obbiettivo che ha dell'incredibile. Abbiamo battuto il Petrarca, e proprio in faccia ai cittadini, il piccolo paesello di Carmignano di Brenta, ha definitivamente legittimato il nome, di chi è il più forte nel panorama del calcio a cinque padovano: il Carmenta. Non ci sono cazzi che tengano signori e signore, siamo noi, siamo noi, i più forti in serie B siamo noi. La partita non è stata a dire la verità, una delle nostre migliori, ma chissenefrega, vuoi andare a vedere i nostri che erano in formazione largamente rimaneggiata? Vuoi star lì a disquisire di vaghe considerazioni tecnico tattiche? Vuoi tentare delle analisi a sfondo sociologico, delle motivazioni che, un piccolo paese, sa trovare nei confronti del ben più blasonato capoluogo di povincia? Non ce ne può fregare una beata mazza, tutto quello che ci importa è che il campionato lo abbiamo vinto noi e che la festa che ne è seguita è stata: piena, appagante e soprattuto molto divertente e alcolica. Serie A2, adesso l'ho detta, la parolina che tanto ci inorgoglisce ma che allo stesso tempo ci inquieta un po'. Perchè, se da una parte ci fa gonfiare il petto il fatto di essere stati promossi, dall'altra col carico di responsabilità, a tutti i livelli, che la nuova categoria ci porta in dote, un attimo di giusta preoccupazione è nata in tutti noi. Vabbè, ci penseremo più avanti, sperando che adesso, tutto il sistema paese di Carmignano, si metta una mano sulla coscienza e si ponga di fronte al fatto che: qui non si tratta più di competizioni con piccoli paesi limitrofi, ma scontri con città e realtà molto più grandi di noi. Sia da un punto di vista strettamente geografico che economico. Ma visto che noi siamo il ricco nord-est, tutti assieme possiamo toglierci grandi soddisfazioni e fare gioire un pubblico che sempre più numeroso si sta appassionando per questo sport giovane e dinamico. Però adesso via le preoccupazioni, per il futuro c'è tempo, godiamoci il periodo e che la festa non continui, perchè se dovesse continuare come sabato scorso, ho la vaga impressione che i nostri giocatori e tutto lo staff, più che in campo si troverebbero meglio in qualche circolo per alcolisti anonimi. Anche perchè, abbiamo ancora quattro partite per battere tutti i record del campionato, e, sempre che non subentrino avvenimenti clamorosi degni di un film carico di suspence, la Coppa Italia. Da vincere? Beh noi ci proveremo con tutte le nostre forze anche perchè l'appetito vien vincendo. O no? E adesso andiamo alla combriccola del Mene che sabato ha dato prova di essere, oltre che un presidente vincente, un pazzo scatenato quando è ora di fare festa. Ma sapete cosa mi è passato per la testa proprio in questo momento? Non ho voglia di fare le solite pagelle. Voi vi chiederete perchè, ma in questo momento di grande gioia, per il risutato acquisito, non mi va di parlare di Diego che ha fatto un gol e un assist della madonna. Non mi va di parlare di Enrique che intanto un'altro golletto lo ha cazzato o di Lucas che col suo gol ci ha fatto vedere di che pasta è fatto. No, voglio parlare di chi non ha giocato tanto, come il grande Ale Fonta che si è sempre messo a disposizione di tutti come grande collante dello spogliatoio. Del Calabretto che si è perso la parte più bella del campionato. Di Aissam e del suo braccio rotto, di Marco il nostro festaiolo portierone, dei giovani Fabian, Jamal, Lele, Marco, Erion e Rashid in arte Tony Manero per le sue acconciature. E i nostri brasiliani Wagner, Pablo e Paulista? Il tecnicamente rimpianto Imad? E il grande capitano Gaston dove lo mettiamo? E se mi sono dimenticato qualcuno ma non credo? Io lo sapevo, alla fine sono tornato a parlare di loro, i nostri ragazzi. Ma cosa volte farci, dopo un campionato così non si può che tributargli un giusto e sentito: GRANDI. Ultimi ma non in ordine di importanza, la Pamela, il Ciuska, la Checca col nonno Chichi, Bino ,Roky, Paolo, Boggy, Gibe & Family, Sergio, tutti quelli che mi sarò sicuramente dimenticato, il nostro pubbilco, Asso, i miei gatti Poldo e Bice, insomma fermatemi che sto delirando. Avete visto che non ho nominato Pino. A parte che quest'anno mi ha insegnato che cos'è il calcio a cinque, a parte che come persona mi sono trovato bene anche solo a parlare di tutto e di più, a parte che credo che in tutto quello che è successo, in questa annata, abbia una grande fetta di merito, a parte che purtroppo è interista; con lui, il perchè ve l'ho raccontato dopo la trasferta di Grosseto, posso parlare solo con una sedia in mano e in presenza del mio avvocato. OH la famosa iena-Milella se si incazza fa paura. Anche perchè, in questo clima da ultimo giorno di scuola, se sabato a Grado non dovessimo fare risultato, sono sicuro che anche in riva all'adriatico questo strano animale da futsal potrebbe fare la sua ricomparsa. Alla prossima brava gente...........................................................

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