venerdì 26 febbraio 2010

Sabato 20 febbraio

21^ GIORNATA GRADO - CARMENTA 3 - 5
Scusate il ritardo. Cosa volete farci, questa settimana, la prima da vincitori del campionato, mi sono imbattuto in quelle entità, per me sconosciute e poco simpatiche, che vengono chiamate: virus del computer. Che rimpianto per la cara vecchia macchina da scrivere, ma ormai il mondo gira così, ed allora alle mie domande se: dosi di antibiotici potevano bastare per sconfiggere questa malattia tecnologica, oppure da amante degli animali se potevo mettere trappole per virus in modo da catturarli in maniera indolore, mi è stato risposto che la soluzione finale si chiama: centro assistenza. Tre giorni, e tutti i virus hanno abbandonato il mio computer. A dire la verità, mi sento un po' più solo da quando non ci sono più, ma soprattutto mi sento un vecchio quando in quel laboratorio una banda di ragazzini tenta di spiegarti come fare perchè questo non succeda più. Con termini e modi che ti fanno sentire un personaggio ottocentesco, provano a farti entrare nel loro cyber-mondo, ma tu resti sempre convinto che questi qua saranno anche bravi con le loro macchinette, ma se gli dai un pallone, lo aprono, convinti di trovare fibre ottiche, circuiti e quantaltro. La poesia del calcio ragazzi, dei suoni e dei profumi che questo sport sa dare. Poi ti presentano il conto, e capisci che forse anche se non sono dei bravi calciatori, comunque il loro tempo non è sprecato, anzi. E così, abbandoni questo luogo misterioso, con la sensazione che si stava meglio quando i virus, si combattevano con latte e grappa. Ma forse sono io che sto diventando meno giovane...... Perchè vi ho fatto tutta questa pippa sui computer? Perchè dopo la vittoria che ha sancito matematicamente la nostra vittoria in campionato con mega festa etilica incorporata, ne è seguita una settimana di quasi ferie con un solo allenamento. E allora sabato scorso, si è partiti per Grado con lo spirito della gita premio. Tutti al mare, tutti al mare a mostrar le chiappe chiare. Col kaiser, a parte che abbiamo giocato a cinquanta chilometri dal mare, la giornata era da lupi marsicani in gita premio nelle pianure friulane. Comunque: intanto bisogna dire che ci siamo presentati con una truppa veramente contata, e che dopo una settimana con la testa altrove, un calo di tensione è quantomeno fisiologico. Veniamo alle dolenti note. La partita. Un primo tempo dove siamo andati sotto per 3 a 1. Ma ve lo immaginate? Noi, la prima in classifica, che, contro l'ultima, sta facendo la figura di una Ferrari bolsa e ingolfata che vede la Cinquecento sorpassarla in rettilineo. Dai, le eliche ti girano a mille. E non è che i nostri ragazzi non stessero giocando, no, era solo che lo stavano facendo come si può fare un compitino scolastico, senza la grinta e la ferocia agonistica che hanno contraddistinto tutto il nostro campionato. Seduto in panchina pensavo e temevo una cosa sola, il momento che saremmo tornati negli spogliatoi e il susseguente Pino-cazziatone. E invece ho capito la grandezza del nostro mister. Non si è incazzato come una iena come in tante altre occasioni in situazioni di analoga difficoltà. Questa volta, anche in virtù dei risultati incredibili già ottenuti, ha fatto leva sull'amor proprio dei nostri ragazzi. Come ha dire:" Eccheccazzo ragazzi, ma non vi girano le eliche essere sotto, voi i più forti contro questa squadra di morti? Non vi rompe i maroni sapere che domani tutto il mondo del calcio a cinque gioisca del fatto che l'invincibile corazzata del Carmenta ha perso partita e faccia in quel di Grado?". E così, tornati in campo, senza fare niente di trascendentale ma mettendo sul parquet il nostro solito spirito di squadra guerriera, abbiamo deciso che la legge del più forte doveva essere ristabilita. Tre gol di Paulista e due di Diego rimettevano a posto le cose e ci proiettavano verso una settimana in cui la testa deve tornare ad essere la solita e con lei anche i nostri traguardi che sono ancora ambiziosi. Primo fra tutti la partita di sabato col Villorba che deve fare da trampolino di lancio e da ripartenza verso un finale di campionato che oltre a mantenere la nostra imbattibilità, deve farci trovare o ritrovare da subito, le nostre coordinate per l'impegno prestigioso di Coppa Italia. E allora, domani, tutti al Palaboschi che questa squadra ha bisogno del suo pubblico, in una partita molto difficile, contro una squadra blasonata e in ripresa. Poi, testa e cuore ( sperando di recuperare finalmente tutti i nostri infortunati, e sono tanti ) in direzione Roma, dove prossimamente avremo da combattere in una ribalta nazionale in cui non possiamo e non dobbiamo fallire. Siamo o non siamo la:
COMBRICCOLA DEL MENE.
Alla prossima brava gente...........................................

mercoledì 17 febbraio 2010

Sabato 13 Febbraio

20^ GIORNATA CARMENTA - PETRARCA 3 - 1

E' qui la festa? Certo che è qui la festa. Sabato 13 febbraio, ultimo istante della partita, l'arbitro fischia la fine e il delirio si impossessa di un Palaboschi che non aspettava altro per celebrare il raggiungimento di un obbiettivo che ha dell'incredibile. Abbiamo battuto il Petrarca, e proprio in faccia ai cittadini, il piccolo paesello di Carmignano di Brenta, ha definitivamente legittimato il nome, di chi è il più forte nel panorama del calcio a cinque padovano: il Carmenta. Non ci sono cazzi che tengano signori e signore, siamo noi, siamo noi, i più forti in serie B siamo noi. La partita non è stata a dire la verità, una delle nostre migliori, ma chissenefrega, vuoi andare a vedere i nostri che erano in formazione largamente rimaneggiata? Vuoi star lì a disquisire di vaghe considerazioni tecnico tattiche? Vuoi tentare delle analisi a sfondo sociologico, delle motivazioni che, un piccolo paese, sa trovare nei confronti del ben più blasonato capoluogo di povincia? Non ce ne può fregare una beata mazza, tutto quello che ci importa è che il campionato lo abbiamo vinto noi e che la festa che ne è seguita è stata: piena, appagante e soprattuto molto divertente e alcolica. Serie A2, adesso l'ho detta, la parolina che tanto ci inorgoglisce ma che allo stesso tempo ci inquieta un po'. Perchè, se da una parte ci fa gonfiare il petto il fatto di essere stati promossi, dall'altra col carico di responsabilità, a tutti i livelli, che la nuova categoria ci porta in dote, un attimo di giusta preoccupazione è nata in tutti noi. Vabbè, ci penseremo più avanti, sperando che adesso, tutto il sistema paese di Carmignano, si metta una mano sulla coscienza e si ponga di fronte al fatto che: qui non si tratta più di competizioni con piccoli paesi limitrofi, ma scontri con città e realtà molto più grandi di noi. Sia da un punto di vista strettamente geografico che economico. Ma visto che noi siamo il ricco nord-est, tutti assieme possiamo toglierci grandi soddisfazioni e fare gioire un pubblico che sempre più numeroso si sta appassionando per questo sport giovane e dinamico. Però adesso via le preoccupazioni, per il futuro c'è tempo, godiamoci il periodo e che la festa non continui, perchè se dovesse continuare come sabato scorso, ho la vaga impressione che i nostri giocatori e tutto lo staff, più che in campo si troverebbero meglio in qualche circolo per alcolisti anonimi. Anche perchè, abbiamo ancora quattro partite per battere tutti i record del campionato, e, sempre che non subentrino avvenimenti clamorosi degni di un film carico di suspence, la Coppa Italia. Da vincere? Beh noi ci proveremo con tutte le nostre forze anche perchè l'appetito vien vincendo. O no? E adesso andiamo alla combriccola del Mene che sabato ha dato prova di essere, oltre che un presidente vincente, un pazzo scatenato quando è ora di fare festa. Ma sapete cosa mi è passato per la testa proprio in questo momento? Non ho voglia di fare le solite pagelle. Voi vi chiederete perchè, ma in questo momento di grande gioia, per il risutato acquisito, non mi va di parlare di Diego che ha fatto un gol e un assist della madonna. Non mi va di parlare di Enrique che intanto un'altro golletto lo ha cazzato o di Lucas che col suo gol ci ha fatto vedere di che pasta è fatto. No, voglio parlare di chi non ha giocato tanto, come il grande Ale Fonta che si è sempre messo a disposizione di tutti come grande collante dello spogliatoio. Del Calabretto che si è perso la parte più bella del campionato. Di Aissam e del suo braccio rotto, di Marco il nostro festaiolo portierone, dei giovani Fabian, Jamal, Lele, Marco, Erion e Rashid in arte Tony Manero per le sue acconciature. E i nostri brasiliani Wagner, Pablo e Paulista? Il tecnicamente rimpianto Imad? E il grande capitano Gaston dove lo mettiamo? E se mi sono dimenticato qualcuno ma non credo? Io lo sapevo, alla fine sono tornato a parlare di loro, i nostri ragazzi. Ma cosa volte farci, dopo un campionato così non si può che tributargli un giusto e sentito: GRANDI. Ultimi ma non in ordine di importanza, la Pamela, il Ciuska, la Checca col nonno Chichi, Bino ,Roky, Paolo, Boggy, Gibe & Family, Sergio, tutti quelli che mi sarò sicuramente dimenticato, il nostro pubbilco, Asso, i miei gatti Poldo e Bice, insomma fermatemi che sto delirando. Avete visto che non ho nominato Pino. A parte che quest'anno mi ha insegnato che cos'è il calcio a cinque, a parte che come persona mi sono trovato bene anche solo a parlare di tutto e di più, a parte che credo che in tutto quello che è successo, in questa annata, abbia una grande fetta di merito, a parte che purtroppo è interista; con lui, il perchè ve l'ho raccontato dopo la trasferta di Grosseto, posso parlare solo con una sedia in mano e in presenza del mio avvocato. OH la famosa iena-Milella se si incazza fa paura. Anche perchè, in questo clima da ultimo giorno di scuola, se sabato a Grado non dovessimo fare risultato, sono sicuro che anche in riva all'adriatico questo strano animale da futsal potrebbe fare la sua ricomparsa. Alla prossima brava gente...........................................................

mercoledì 3 febbraio 2010

Sabato 30 gennaio.

19^ GIORNATA GROSSETO - CARMENTA 2 - 4

Dove eravamo rimasti? Ah si, prima piccola delusione dopo il pareggio di sabato 23 che, se anche doveva umanamente accadere, un po' aveva scalfito le inossidabili certezze di una squadra che fino a questo punto del campionato aveva visto solo successi. Alè, si gira pagina e si monta in pulmino il giorno prima e via in direzione Grosseto. Carichi di rabbia e di voglia di far vedere a tutti che il piccolo intoppo dell'ultima giornata di campionato era solo passeggero e non un trend che si stava consolidando. Si arriva a sera inoltrata, e si va in tavola con menù tipicamente toscano. Piatti di gnocchi fatti in casa che metterebberò ko per quantità anche il guinness-men della specialità mangiapasta, secondo di conseguenza e brindisi finale a festeggiare il compleanno di chi scrive. Subito a nanna che domani dobbiamo fare il solito nostro lavoro sporco, e cioè consolidare la nostra posizione in classifica e, se il Poggibonsi dovesse perdere, chiudere la pratica di questo campionato, con la matematica certezza del salto di categoria. Ci si sveglia in terra toscana col sole, e una temperatura che paragonata a quella delle nostre parti c'è da chiedere subito al comune di darci la cittadinanza. Un tiepido sole primaverile che fa venire voglia di andare al mare vista la vicinanza, ma non si può, occhi cattivi e determinati e via andare al palasport la "Bombonera". Oddio, di bomboniera forse solo il ricordo. Non tanto per la struttura, ma per i segni del tempo, molto evidenti in una struttura che, se rinfrescata e rimessa a nuovo, sarebbe secondo me un gioiellino per questo sport. Ma poi che dico, non è che noi siamo messi tanto meglio nel nostro palaboschi, dove, quando piove, piove dentro, e quando i giocatori corrono, il fondo fa da effetto marea quasi a sollevarsi e formare onde a ogni passo. Mal comune mezzo gaudio? Un paio di palle, una disattenzione verso questo sport da parte di tutti che non si capisce, vedendo al sabato persone che si entusiasmano e partecipano alla gioia collettiva che questa disciplina sa regalare. Piccolo sfogo, andiamo alla partita. Primo tempo, molli come da periodo, ma il tempo passa e si avvicina l'intervallo. Giocatori che rientrano negli spogliatoi, e una volta chiusa la porta, si ritrovano faccia a faccia con iena-Milella, una razza di animale che quando vede che le cose non prendono la giusta piega si altera un po'. Sfuriata con parole che è giusto rimangano nelle segrete stanze dello spogliatoio, si ritorna in campo, e chissà per quale strano motivo le cose a mano a mano che passa il tempo si sistemano, fino a sfociare nela solita vittoria di conseguenza. Chissà come mai.................Ed eccola la sbadata combriccola del Mene, che non è potuto venire, ma forse è stato meglio, vuoi magari vedere che invece di una, ne trovavano due, di queste strane iene che si aggirano per i palasport d'Italia?:

ENRIQUE: primo tempo dove filosofeggia calcio senza costrutto, secondo tempo digrigna denti e muscoli, il tutto al servizio della causa, e si che nell'intervallo ha bevuto solo del the:
DOUBLE-FACE.

WAGNER: attraversa la partita con la solita dedizione, è uno di quelli che ha tirato il carro per tutto l'anno e perciò un invito a continuare che ormai è in vista del traguardo di un campionato da assoluto protagonista:
L'ALTRA FACCIA DELLE STELLE.

DIEGO: e qua si entra nella mitologia classica. Aggredisce la partita con la forza dei personaggi Omerici; corre, lotta, sbuffa, fino a stritolare la squadra avversaria sotto i colpi dei suoi quattro gol che lo portano nell'olimpo di protagonista assoluto del match. A papà Renzo nel dopo partita viene conferito ad honorem il gongolo d'oro:
ACHILLE FIGLIO DI PELEO.

PAULISTA: la sua partita è figlia del black-out che ogni tanto gli succede nelle giornate dove i suoi mezzi, che sono senza dubbio di categoria superiore, lo portano ad assumere un atteggiamento mentale di superiorità, che alla fine in un ragazzo così giovane, fa più danni che benefici:
RESET PLEASE.

LUCAS:a volte ritornano. Ennesimo bentornato ad un giocatore, che se non fosse stato troppe volte fermato dagli infortuni, avrebbe sicuramente fatto vedere tutto il suo valore, che indiscutibilmente è molto alto:
LE DISCESE ARDITE E LE RISALITE.

PABLO: il Pozzetti torna dal Brasile per giocare la F8 di coppa Italia, ma decisioni giuridicamente fantascientifiche fanno saltare la manifestazione e noi ce lo godiamo in campionato. Forma approssimativa, ma bagaglio tecnico ed esperienza da giocatore di alto livello:
RIMPIANTO.

GASTON: arriva direttamente al palasport a giocare la partita per problemi di lavoro, scende da una Bmw col Calabretto alla guida, Aissam ingessato come navigatore e Pamela incorporata. Dopo aver rischiato di essere fermato dalla polstrada, perchè una macchina così non passa certo inosservata, sembravano quelli della mala del brenta, gioca da par suo ribadendo il suo ruolo di capitano:
GAS-CAPONE.

LELE: per adesso gli si chiede un minutaggio di forza e quantità, lui lo fa con la solita determinazione. In futuro ci si aspetta che arrivi anche la qualità, questa in parte c'è già, ma soprattutto la personalità:
LEGGITI LA FAVOLA DEL BRUTTO ANATROCCOLO.

JAMAL: riecco pisolo in una delle sue giornate tipiche. Entra veloce ed altrettanto veloce si risiede in panca, il tutto in un contesto che non riesci mai a decifrare cosa gli passa per la testa in questi suoi momenti tridimensionali:
INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO.

MARCO: non essendo stata una partita tutta in discesa, specie nel primo tempo, para tutto il parabile confermandosi come uno dei protagonisti dell'annata. Deve anche subire le angherie di un piccolo manipolo di scalmanati ultras che durante la prima frazione di gioco lo fanno oggetto, dalla curva dietro la sua porta , dl lancio di poco eleganti epiteti e non solo. Vabbè che la mamma degli idioti è sempre incinta, ma tutti questi parti plurigemellari.....mah: NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA.

PINO: di lui questa volta non parlo, che dopo avelo visto negli spogliatoi tra il primo e il secondo tempo, è meglio che me ne stia zitto. La prossima volta che mi avvicinerò a lui sarà solo con una sedia e una frusta, meglio se in presenza del mio avvocato: FEROCE.

Anche questa è andata. Adesso settimana di riposo causa slittameto della fase finale della Coppa Italia. Torneo che era stato organizzato in ogni suo piccolo particolare e che per un ricorso è stato rinviato a data da destinarsi. Non voglio entrare nel merito della decisione, mi fa solo tanta tristezza vedere che si fa parte di un mondo dove le spese e gli impegni sono da professionisti, mentre il livello generale del movimento nel suo insieme è da dilettanti allo sbaraglio. Perciò arrivederci a sabato 13 in casa col Petrarca. Derby che potrebbe (condizionale usato solo per scaramanzia) darci gli ultimi tre punti per sancire la vittoria di questo campionato. Iniziate già a memorizzare questa data, per il resto, alla prossima brava gente....................