mercoledì 7 aprile 2010

Mercoledì 31 Marzo.

Quarti di finale Coppa Italia Genzano (Roma).

COGIANCO GENZANO - CARMENTA 13 - 11 dcr.

E' passata una settimana, e non so se ci credete, ma le scatole ancora mi girano. Sto iniziando in questi giorni, a farmene una ragione del fatto che siamo usciti alla prima partita, delle finali ad otto della Coppa Italia. Vabbè che abbiamo incontrato la squadra che dopo ha vinto la manifestazione, ma porca di quella eva porca proprio a noi è toccata in sorte alla prima questa compagine? Qualche partita, nel nostro giorno di permanenza in quel di Roma l'abbiamo pur vista, e, scusate se non è sfiga, abbiamo potuto assistere a incontri che, per furore agonistico, avevano la chiara parvenza, di una allegra scampagnata tra scapoli ed ammogliati , più che un match da finali italiane di questo sport. Ci resta pur sempre la soddisfazione, di avere perso contro la squadra ospitante ( poi vedremo cosa vuol dire ), che è andata in finale contro la Poggibonsese, che nel nostro girone ci è arrivata alle spalle, che se ti giravi, neanche la vedevi da quanti punti abbiamo messo tra noi e loro. E poi c'era in giro gente che diceva che noi avevamo vinto il campionato perchè, dopo il ritiro del fantomatico Povoli, il nostro era un girone da vincere con una gamba sola . Ma mi faccino il piacere come diceva il grande Totò. Comunque lasciando perdere sfoghi che agli occhi dei più possono sembrare vittimismo, andiamo a parlare della partita. Cosa volete che vi racconti, siamo arrivati a questo big-match in condizioni da ospedale da campo. Il mitico Ciuska ( Nobel per il pronto soccorso ), era più indaffarato a recuperare bende e ghiacchio secco per i nostri ragazzi, più che Pino a trasmettere loro le tecniche per poter almeno giocarci alla pari questo delicato incontro. Però se una cosa mi sento di dire è che nulla è stato lasciato al caso e seppur in evidenti difficoltà dal punto di vista della tenuta fisica, i nostri ragazzi si sono attenuti alle direttive dell'allenatore, per andare a vendere cara la pelle. Pino aveva detto, che noi dovevamo andare in quel di Roma, a stupire una platea, che ci attendeva con curiosità. E l'abbiamo stupita, di questo ne sono certo, non solo, l'abbiamo terrorizzata e di questo ne sono sicuro, avendo visto un intero palasport alzarsi in piedi al termine della partita, prima dei rigori, e battere le mani in maniera isterica consci del fatto che una squadra con un cuore ed una grinta come la nostra, loro non l'avevano mai vista. I telecronisti hanno parlato di pagina storica del calcio a cinque scritta da queste due squadre. Capite perche mi girano come eliche? Perchè sarebbe stato fantastico passare il turno e sollevare la coppa in faccia a tutto e a tutti. Per primi quelli che dentro lo stanzino degli arbitri a fine gara sorridevano soddisfatti per lo scampato pericolo e per, come dire, aver portato a compimento la missione di portare avanti la squadra di casa. Perchè noi in partita, pronti via e siamo subito andati sopra di due gol. E qua scatta la rappresaglia. Così nel primo e anche nel secondo tempo, in maniera scientifica gli arbitri hanno iniziato a caricarci di falli che poi saranno determinanti nell'assegnazione dei tiri liberi che faranno galleggiare la Cogianco in una partita iniziata per loro nel più traumatizzante dei modi, e finita con la nostra rimonta da film epico sulle guerre di liberazione popolare. Cosa volete che vi parli delle parate del nostro portierone MARCO? Del capitano GASTON? Dei gol dei nostri ragazzi? Che DIEGO ne ha cazzati altri due, che con due di ENRIQUE uno a testa PAULISTA, AISSAM, WAGNER, LUCAS, tutti su azione, abbiamo fatto sbiancare in volto una tifoseria che era convinta di fare un sol boccone di noi? Si potrebbe parlare di questo, ma questa sarebbe fredda cronaca, ed io alla cronaca preferisco la poesia. Allora, mi piace raccontarvi di quello che non troverete se andate a rivedere la partita su YouTube, no io voglio parlare del cuore che questo compagine mi ha fatto vedere e di come l'unione di intenti rafforzati da una grande amicizia fra questi ragazzi, ha fatto si che questa non sia stata solo una semplice partita, ma soprattutto un insegnamento per la vita. Le difficoltà sono grandi, pensi di non potercela fare, tutto ti gioca contro, su la testa e si va in campo coperti e determinati a stupire tutto e tutti. Questo aveva predicato il nostro allenatore nel pre partita, e questo i ragazzi gli hanno fatto vedere, in un campo che simbolicamente è diventato metafora della vita dove si può perdere o vincere, ma da dove si può e si deve sempre uscire a testa alta. E penso che di tutto questo ne sia fiero il presidente, fiero di quella che abbiamo sempre chiamato e sempre chiameremo:
LA COMBRICCOLA DEL MENE.
Ricordate che il bar non va in vacanza, ma che settimanalmente qualche altra delle mie paranoiche cronache andrà su queste pagine elettroniche, tanto per non interrompere un filo che spero si sia creato tra me e chi ha avuto la voglia e spero il piacere di leggermi. Magari sotto forma di news sulla squadra, sempre col mio modo tutto fuorchè serio. Se qualcuno volesse commentare questo anno calcistico di chiacchiere da bar mi farebbe molto piacere. Alla prossima brava gente.................................................................................................

venerdì 26 marzo 2010

Sabato 20 Marzo

25^ GIORNATA TIRRENIA - CARMENTA 2 - 3

E venne anche la fine del campionato. Con una giornata di anticipo, osservando il nostro turno di riposo, abbiamo scritto la parola "The End" su di una stagione che in questa rubrica semiseria è stata descritta spero in modo divertente e completo. Piccolo passetto a ritroso, e raccontiamo quello che è successo nella trasferta di sabato scorso in quel di Pisa. Siamo partiti con molta calma come al solito, e dopo un viaggio lungo siamo arrivati nella ormai nostra seconda patria, cioè la Toscana. Credo che dopo tutte le trasferte di quest'anno, se ci carichi in un qualunque pulman, di una qualunque linea, il mezzo se lasciato libero di andare per i cazzi suoi, con noi a bordo in totale libertà, si mette in moto e si catapulta verso la patria di Dante, tante sono state le scorribande in questa regione. Che poi l'avessimo vista almeno. Tipo sabato scorso per dire, siamo arrivati con un bel po' di ritardo, abbiamo mangiato, e col boccone ancora quasi in bocca siamo corsi a digerire, praticamente giocando. E questo lo si è visto soprattutto durante la partita. Gente che deambulava in cerca di una digestione approssimativa, per tornare a essere giocatori di calcio a 5. Ma niente da fare, c'è voluto praticamente tutto il primo tempo, perchè si tornasse ad essere una quasi compagine che dall'alto della sua posizione in classifica, dettasse legge per l'ennesima volta, come abbiamo fatto nel corso dell'intera stagione. Ma cosa volete farci, non è che il Tirrenia abbia fatto il diavolo a quattro in questa partita. Si sono presentati con una formazione rimaneggiata, senza brasiliani, e di conseguenza lo spettacolo ne ha risentito. Penso che il motivo sia stato per problemi interni, ma nelle cose altrui non mi sembra elegante ficcarci il naso. Noi comunque non è che ci siamo dannati più di tanto. Abbiamo fatto il compitino come spesso ci è capitato di fare dopo che abbiamo stravinto il campionato. Logico? Umano? Comprensibile? Adesso basta, e qui ci starebbe da Dio una imprecazione, ma non posso per motivi di squalifiche in ambito sportivo. Adesso basta si diceva, e il motivo di questo mio grido di battaglia, deriva dalla consapevolezza che mercoledì ci andiamo a giocare, in quel di Roma, quella che per la storia della nostra società potrebbe essere la partita della vita. Ma vi rendete conto, noi un piccolo paesello che si va a giocare una finale di Coppa Italia, nella città eterna? Non capita tutti i giorni, e per molti di noi potrebbe essere veramente una partita che racconteremo al bar tra qualche anno. Ti ricordi di quella volta che venivamo da un periodo cazzone, che avevamo perso la nostra intensità, i nostri occhi della tigre, la nostra aggressività e che insomma si era diventati quasi una squadra come tutte le altre? Ti ricordi che nei giorni antecedenti la partita, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che, saremmo anche la squadra di un piccolo paesello, ma che se avevamo messo sotto tutto un girone di serie B, qualche attitudine per questo sport ce l'avevamo? Ti ricordi che il mercoledì successivo siamo andati in campo contro la squadra ospitante il Cogianco che ci aspettava per farci neri ed invece gli abbiamo fatto un c.... mazzo così; tanto che molti di quei giocatori avversari, dopo averci visto in partita, hanno mollato tutto e si sono reinventati: chi ballerini di tango, chi avventurieri e chi, dopo previa operazione, puttanoni, tanto che adesso li puoi trovare solo nei peggiori bar di Caracas? Certo sarebbe bello trovarsi a ricordare tutto questo. Però ragazzi, e qui torno serio, dipende molto se non tutto da noi stessi. Dimentichiamo il passato, noi siamo una squadra che deve le sue fortune a l'alchimia che si è venuta a creare al nostro interno. Un bilanciato insieme di movimenti e di situazioni studiate e ripetute in modo approfondito, che porta il singolo giocatore a dare il suo meglio all'interno appunto, di questa concezione di gioco d' insieme. La nostra forza è la compattezza, l'essere tutti al servizio di tutti, sia con il comportamento, che magari con una parola di incoraggiamento nei confronti di un compagno in momentanea difficoltà. Sono sicuro che in una partita di questa importanza, troveremo quello che da qualche tempo ci è mancato e cioè il nostro carburante principale: l' adrenalina. Dai ragazzi, noi siamo fatti così, noi dobbiamo fiutare la preda, dobbiamo studiarla, sentire l'odore della sua paura e il profumo della nostra forza, e solo allora, da grandi predatori, colpire senza nessuna pietà di sorta, col massimo rispetto di tutti, ma con la assoluta consapevolezza della nostra forza. Capite perchè mi dilungo su quello che verrà, piuttosto che sulla soporifera partita di sabato scorso. Incontro che a parte i due soliti gol di Diego e uno di Enrique, va in archivio col fatto del giorno: l'esordio dal primo minuto del portierone nostro che vola nei cieli: Alefonta. Sui gol incolpevole, ti cava degli ottimi interventi, uno su tutti una deviazione in angolo su un tiro maligno che, vedendolo volare, mi è venuto in mente un vecchio carosello di molti anni fa, sul personaggio di Jo Condor, che terrorizzava una intera vallata con le sue picchiate e che alla fine dello spot a chi restava incredulo sulle sue possibilità ripeteva :" E che c'ho scritto Jo Condor ?", poi arrivava il gigante buono che lo cazziava, ma quello non se lo ricorda più nessuno, quello che resta nell'immaginario collettivo è la figura di chi vola, di chi anche magari solo per un attimo stacca i piedi dal suolo e va sopra a tutto e a tutti, come appunto solo i grandi portieri sanno fare. Altro da dire della partita di sabato? Mi sembra di no, e comunque molto più importante abbassare lo sguardo, chiuderci in noi stessi e ognuno metta la propria consapevolezza e determinazione al servizio della cosa che in questo momento, viene prima di tutto e cioè: il bene e il prestigio del Carmenta. Naturalmente, avrete capito che il bar non chiude perchè è finito il campionato, anzi, quello a cui stiamo andando incontro, è forse l'epilogo più bello e appassionante di una stagione che ha visto primeggiare e dettare legge la solita e lasciatemelo dire fortissima: Combriccola del Mene. A Roma , porterò con me il computer, sarebbe bello che dovessi fare le mie chiacchiere da bar direttamente dalla capitale, vorrebbe dire fermarsi per qualche giorno che dobbiamo terrorizzare anche quelle zone. Alla prossima brava gente...................................

giovedì 18 marzo 2010

Sabato 13 Marzo

24^ GIORNATA CARMENTA - OASI 9 - 1

E rieccoci brava gente, si ritorna a parlare della nostra ciurmaglia che torna alla vittoria dopo il piccolo inconveniente della partita col Villorba. E' un pezzetto che non si scriveva dei nostri ragazzi, ma è che abbiamo osservato un turno di riposo per la scomparsa dell' ectoplasma Povoli. Ve la ricordate la squadra che doveva far tremare il mondo? Campagne acquisti faraoniche e via discorrendo? Ebbene, cucù e il Povoli non c'è più, e così un turno di salutare riposo per ricaricare le batterie e rimetterci in pista a suon di gol e di bel gioco. Ed è stato proprio così sabato scorso, in una sola volta abbiamo riannodato i fili del nostro gioco, e ritrovato tutta la nostra cattiveria agonistica che: un po' per l' avvenuta promozione, un po' per una serie di sfighe indicibili, avevamo perso, permettendo al Villorba di macchiare la nostra fedina calcistica con l'unica sconfitta di un campionato che resta di una qualità pazzesca. Comunque tutto fa esperienza, e forse quel passo falso ci ha fatto solo del bene, visto l'impegno di Coppa Italia che ci aspetta a fine mese in quel di Roma. Come a dire, noi ci saremo e andremo a vendere cara la pelle a tutti quelli che si pareranno sulla nostra strada, e a tentare di stupire ancora una volta l'opinione del popolo del Futsal italico, che quest'anno è rimasta scossa per i nostri risultati e il modo in cui sono arrivati. Adesso, si tratta solo di recuperare al meglio i tanti infortunati dell'ultimo periodo e coscienti che nella prima partita giocheremo con la squadra di casa, nonchè organizzatrice della manifestazione, se faremo quello di cui abbiamo ampiamente dato prova di saper fare, non dobbiamo aver nessun timore. Un mio vecchio allenatore amava ripetere prima delle partite: " Rispetto per tutti, paura di nessuno!". Test molto importante sarà la prossima partita col Tirrenia per vedere se tutto è a posto, e, soprattutto, se noi siamo veramente tornati ad essere, la gioiosa macchina da Futsal di tutto il trascorso campionato. Anche perchè, per noi, è l'ultima partita di quest'anno calcistico, poi ci sarà un'amichevole con la Luparense, e poi via a rotta di collo per vedere di che pasta siamo fatti. Tranquilli ragazzi siamo fatti di pasta fatta in casa, vera e propria razza Brenta. Intanto, prima di tutto questo, facciamo un giretto dalle parti della combriccola del Mene:

ENRIQUE: il tempo passa ma lui c'è sempre, il campionato volge al termine ma senza paura e con una continuità incredibile porta in dote un gol e il suo modo bailado di intendere il calcio a 5:
NON STOP KINDER.

DIEGO: siamo all'abbuffata da gol, la sua bulimia da cazzare la palla in porta lo catapulta verso quattro lecche fatte, e maglietta con 200 pappine stampate, tanto per far ricordare quello che ha combinato in questi anni a Carmignano di Brenta:
L'ALMANACCO DEL GOL DOPO, E POI ANCORA E POI ANCORA...............

WAGNER: ha da finire la nottata, lui stringe i denti, lotta, sbuffa anche se vista la stagione sempre in prima linea e a tirare la carretta lo fa apparire un po' in debito di ossigeno. E' solo una tattica vedrete cosa ti combinerà a Roma:
SAGACE.

LUCAS: un Ufo. Sia perchè quando sta bene, gioca che non c'è trippa per gatti o per avversari, fa di quelle cose che è un piacere starlo a guardare, poi però c'è da dire che almeno per quest'anno queste cose ce le ha fatte vedere col contagocce per i tanti troppi infortuni subiti:
GUERRE STELLARI.

PAULISTA: gioca con una caviglia che gli dà dei problemi e questo lo fa rendere di meno, ma soprattutto gli fa essere come lui non vorrebbe essere e cioè troppo legato alle sue condizioni fisiche, più che alla forza che possiede e che non riesce a mettere nel campo come vorrebbe. Forza ragazzo un piccolo sforzo che ormai siamo alla fine e poi puoi pensare solo a rimetterti in sesto:
BARCOLLO MA NON MOLLO.

GASTON: vabbè lo ammetto e forse ve ne sarete accorti tutti in queste mie paranoiche scritture che ho un debole per lui. Ma cosa volete farci, a parte che è il capitano, è anche una persona che rispecchia tutte quelle cose che ai giorni nostri stanno sparendo e che si chiamano: valori:
UN CAPITANO, C'E' SOLO UN CAPITANO.

JAMAL: grande Pisolo, ormai mi viene da chiamarlo così, alterna momenti buonissimi a dormite epiche arriverà il giorno che starà sveglio una partita intera. Dimenticavo però che un gol lo ha cazzato anche lui:
BUONANOTTE BUONANOTTE FIORELLINO.

MARCO2: Squillino le trombe e rullino i tamburi. Tre pappine e una prestazione che solo capisse che se si libera di troppe sovrastrutture mentali trasmesse nel rettangolo di gioco potrebbe essere un fior di giocatore anche perchè tre gol sono il frutto di tutto quello che in questi mesi ha seminato e che vede iniziare a crescere:
GERMOGLIO.

ERION: e qua un po' le balle mi girano. Ha tutto per essere un buon giocatore, ma quello che conta sono anche la personalità e la velocità di pensiero. Perciò vogliamo essere cattivi sportivamente parlando si intende?:
EDDAI!!!

MARCO: dimentichiamoci del gol preso e ricordiamo al gentile pubblico che segue questa rubrica che il nostro è stato da poco convocato per un raduno della nazionale maggiore agli ordini del mister Menichelli. Un altro bel pezzo della Carmignano che si fa valere sul suolo patrio:
( BRAVO )2.

ALEFONTA: un mito! Sostituisce il portiere della nazionale e non lo fa rimpiangere. Anzi con tutta una serie di interventi si porta il pubblico dalla sua parte e dirige la difesa dall'alto della sua esperienza. Così meticolosamente che ad un certo punto, su una palla alta, si è autochiamato il " lascia":
MITICO.

PINO: sta tribolando, vede che la sua ciurmaglia è un po' alla frutta, ma facendo appello alla sua grande esperienza e alle sue doti di gran conoscitore di questo mondo, li sta piano piano ricostruendo e rimotivando. Penso che il successo di sabato e il modo in cui è arrivato gli abbiano fatto capire che la sua squadra, quella che ha dominato tutto un campionato, sta tornando ad essere quella che a lui piace:
ESSERE O NON ESSERE QUESTO E' IL PROBLEMA!

E così, alè, sabato si ritorna per l'ennesima volta in terra toscana per portare a casa i tre punti e la convinzione di essere pronti per l'importante impegno che ci attende. Una ribalta nazionale dove i nostri ragazzi saranno chiamati a far vedere il loro valore a un a platea molto curiosa di conoscere la vera rivelazione di quest'annata calcistica, e cioè: noi, o più semplicemente il CARMENTA CALCIO A 5. Prossimamente ci sarà modo di parlare del futuro di questa società e spingere perchè tutte le parti sociali amministratori in primis si diano una sveglia per far si che questa stupenda avventura possa continuare, per intanto alla prossima brava gente..................

giovedì 4 marzo 2010

Sabato 27 febbraio

22^ GIORNATA CARMENTA - VILLORBA 4 - 6

E' arrivata! Purtroppo è arrivata! Dunque siamo qui a commentare il primo e si spera ultimo incidente di percorso della nostra annata. Non che non ce lo si potesse aspettare, viste tutte le contingenze negative del periodo. Adesso siamo qui a leccarci questa prima, e direi per importanza piccola, ferita, di un campionato vissuto sull'aggettivo: incredibile. Vabbè, venivamo da settimane comprensibilmente fatte di allenamenti allegri e festeggiamenti vari, ma quello che più ci ha destabilizzato è stata la serie impressionante di infortuni che ci hanno colpito in questo periodo. Infortuni culminati con quello occorso a Wagner in questa partita, che ci ha lasciato senza la possibilità di fare cambi importanti durante questa gara. Anche perchè, e questo bisogna dirlo, ci è venuta a fare visita una signora squadra che in questo momento sta tentando di riequilibrare una stagione che finora aveva suscitato molte perplessità visto il passato e il carisma di questo club. Di conseguenza trovarci al cospetto di una compagine che, giustamente ha mostrato gli occhi di tigre, ci ha impedito con una formazione largamente rimaneggiata di poter fare il nostro solito calcio a 5. Perchè signori e signore diciamocelo francamente, se questi li avessimo incontrati nel nostro miglior periodo, potevano avere gli occhi di tigre quanto volevano. Penso che nella migliore delle ipotesi li avremmo strapazzati come si fa con un gattino dal pelo arruffato che ad un certo punto ti fa così tenerezza che gli dici :" dai tigre mi fai così paura che ti offro un bicchiere di latte e un po' di carezze, nel nostro caso una brentana di gol". Scherzo naturalmente, e non me ne vogliano gli amici del Villorba, volevo solo sottolineare nel mio solito modo cazzone che in questo periodo dobbiamo per forza di cose convivere con tutta una serie di problemi che ci impediscono di essere, come siamo sempre stati per tutto questo campionato, al top. Se vi dico, che in tribuna a vedere la partita erano presenti: Lucas, Calabretto e Aissam senza mai dimenticarci dell'assente Imad, bene, detto questo, mettete in porta Marco con questi quattro e vediamo come finisce la partita. E questi, erano per noi l'aggiunta e il fiore all'occhiello di una intelaiatura di squadra, che ha tirato il carro tutta la stagione, verso una promozione, che in gran parte è stata merito di una vecchia guardia encomiabile, ma che, vivaddio, prima o poi avrebbe inevitabilmente dovuto fare i conti, con tutte le variabili che un torneo difficile come la serie B porta con sè. Certo che se la sfiga decidesse di abbandonare il palaboschi e ci lasciasse preparare le finale ad otto di fine mese ci farebbe un grande piacere. Sciò sfiga sciò, fatti in là che dobbiamo tornare ad essere la combriccola del Mene:

ENRIQUE: ormai più che alla partita di sabato mi riferisco ad un intero campionato dove il nostro piccolo ballerino di samba ha risposto nei fatti e nella sostanza:
PRESENTE

DIEGO: ormai per lui conta l'inseguimento alle duecento pappine fatte e quasi ci stiamo arrivando, mancandone, se non vado errato, due o tre. Ma quello che conta di più è il suo solito atteggiamento tutto cuore oltre l'ostacolo, sabato altri due tanto per non perdere il vizio:
EL PUMA

WAGNER: è un po' in debito d'ossigeno e in questo periodo di super lavoro lo si vede in difficoltà quando deve giocare un minutaggio oltre il logico e consentito. Fa comunque un gol e poi si infortuna, che dire:
BARCOLLO MA NON MOLLO

PAULISTA: siamo qui a scrivere le solite cose sui suoi mezzi e sulle sue possibilità che sono sicuramente enormi, ma che allo stato attuale dei fatti, sono ancora in divenire. Perciò, anche in prospettiva futura, aspettiamo risposte certe da quello che per noi è un nostro grande patrimonio:
PREZIOSO

GASTON: il mio debole per lui credo che ormai sia arcinoto, ma vederlo giocare e soprattutto giocare gran parte delle partite per mancanza di cambi, sempre con la sua classe e la sua sagacia tattica, mi fa ripetere una conclusione già usata per il nostro come sempre grande:
CAPITANO MIO CAPITANO

LELE: da un punto di vista della crescita tecnico tattica è probabilmente uno dei nostri giovani che più si sono messi in mostra in questo campionato; se la personalità facesse capolino più spesso, nelle sue prestazioni, staremmo a parlare più del giocatore che delle suo modo di correre che ricorda in parte il caracollare modello Olivia dei fumetti di Braccio di Ferro:
POPEYE

FABIAN: un po' di minuti e di ossigeno a favore della causa. Per adesso più un "da vedere" che una conferma, anche per il poco spazio avuto in una stagione dove oggettivamente la sua incidenza è stata leggera:
BUONA LA PROSSIMA?

ERION: impegno e serietà. Questi sono le prerogative che di lui mi saltano agli occhi prima di tutto. Sabato si è scontrato con una categoria che per lui è ancora ostica, ma se impegno e serietà sono due cose che alla fine nello sport come nella vita pagano, penso che con il tempo che gioca a suo favore, potrebbe essere in futuro una lieta sorpresa. Dipende solo da lui:
ONLY THE BRAVE

MARCO: abituato com'era, penso che sabato prendere sei pappine nella sua porta gli abbia fatto girare le eliche in maniera impressionante. Dai Marco prendiamola come se fossimo tutti andati in meritate ferie dopo un periodo di gratificante super lavoro:
PUNTO E A CAPO

PINO: raschia il barile oggi, raschia il barile domani ormai non c'era più nemmeno l'ombra del vino frizzante che il nostro Mister aveva distillato ad inizio stagione. Dall'alto della sua esperienza me lo aveva fatto capire anche prima di questa partita. Alla fine però dentro agli spogliatoi davanti al suo esercito un po' dimesso e dismesso ringrazia tutti con un commento dove esalta tutto quello che di buono è stato fatto in questa stagione che non dobbiamo dimenticarci è stata e sarà sempre eccezzionale:
DAL FILM :"SU LA TESTA"

Ho provato una strana sensazione a dover commentare la nostra prima sconfitta, ma a parte che è arrivata a giochi ampiamente fatti, a parte che non sono giustificazioni ma dati di fatto i tanti troppi infortuni che stiamo patendo, a parte che è umanamente comprensibile un periodo per resettare la nostra ferocia agonistica, detto tutto ciò sabato si riposa con le gambe ma non con lo spirito. Dobbiamo fare di tutto e di più perchè il nostro sguardo sia di nuovo carico e cattivo in direzione Roma dove alla fine del mese ci aspettano le finali ad otto della Coppa Italia. E dobbiamo esserci per forza con tutto il nostro impegno e il nostro cuore per far vedere a tutti quelli che ci stanno aspettando al varco: chi siamo e cosa siamo. Sperando naturalmente, con l'appoggio di tutte le componente politico-economiche del nostro paese, di continuare a far vedere come un piccolo paese di provincia possa vivere altre sfide a livello nazionale, sfide che appassionano e contagiano sempre più persone in maniera numerosa.
Nota a margine: ho sentito che qualcuno dopo la vittoria del campionato si è lamentato del fatto che non è stato nominato nei miei articoli. A parte che già anticipatamente mi sono scusato con quelli che di sicuro mi sarei dimenticato e vista la quantità di tifosi sono tanti, a parte questo, non prendiamoci troppo sul serio, i miei sono deliri da innamorato di questo sport che se si potesse farebbe anche a meno di scrivere e gli piacerebbe molto di più cazzeggiare con le persone al bar che davanti a un freddo schermo di un computer. Magari davanti ad un buon bicchiere di vino rosso gridando: forza Carmenta. Tanto alla fine della fiera conta solo questo.............come sempre alla prossima brava gente...........................................................

venerdì 26 febbraio 2010

Sabato 20 febbraio

21^ GIORNATA GRADO - CARMENTA 3 - 5
Scusate il ritardo. Cosa volete farci, questa settimana, la prima da vincitori del campionato, mi sono imbattuto in quelle entità, per me sconosciute e poco simpatiche, che vengono chiamate: virus del computer. Che rimpianto per la cara vecchia macchina da scrivere, ma ormai il mondo gira così, ed allora alle mie domande se: dosi di antibiotici potevano bastare per sconfiggere questa malattia tecnologica, oppure da amante degli animali se potevo mettere trappole per virus in modo da catturarli in maniera indolore, mi è stato risposto che la soluzione finale si chiama: centro assistenza. Tre giorni, e tutti i virus hanno abbandonato il mio computer. A dire la verità, mi sento un po' più solo da quando non ci sono più, ma soprattutto mi sento un vecchio quando in quel laboratorio una banda di ragazzini tenta di spiegarti come fare perchè questo non succeda più. Con termini e modi che ti fanno sentire un personaggio ottocentesco, provano a farti entrare nel loro cyber-mondo, ma tu resti sempre convinto che questi qua saranno anche bravi con le loro macchinette, ma se gli dai un pallone, lo aprono, convinti di trovare fibre ottiche, circuiti e quantaltro. La poesia del calcio ragazzi, dei suoni e dei profumi che questo sport sa dare. Poi ti presentano il conto, e capisci che forse anche se non sono dei bravi calciatori, comunque il loro tempo non è sprecato, anzi. E così, abbandoni questo luogo misterioso, con la sensazione che si stava meglio quando i virus, si combattevano con latte e grappa. Ma forse sono io che sto diventando meno giovane...... Perchè vi ho fatto tutta questa pippa sui computer? Perchè dopo la vittoria che ha sancito matematicamente la nostra vittoria in campionato con mega festa etilica incorporata, ne è seguita una settimana di quasi ferie con un solo allenamento. E allora sabato scorso, si è partiti per Grado con lo spirito della gita premio. Tutti al mare, tutti al mare a mostrar le chiappe chiare. Col kaiser, a parte che abbiamo giocato a cinquanta chilometri dal mare, la giornata era da lupi marsicani in gita premio nelle pianure friulane. Comunque: intanto bisogna dire che ci siamo presentati con una truppa veramente contata, e che dopo una settimana con la testa altrove, un calo di tensione è quantomeno fisiologico. Veniamo alle dolenti note. La partita. Un primo tempo dove siamo andati sotto per 3 a 1. Ma ve lo immaginate? Noi, la prima in classifica, che, contro l'ultima, sta facendo la figura di una Ferrari bolsa e ingolfata che vede la Cinquecento sorpassarla in rettilineo. Dai, le eliche ti girano a mille. E non è che i nostri ragazzi non stessero giocando, no, era solo che lo stavano facendo come si può fare un compitino scolastico, senza la grinta e la ferocia agonistica che hanno contraddistinto tutto il nostro campionato. Seduto in panchina pensavo e temevo una cosa sola, il momento che saremmo tornati negli spogliatoi e il susseguente Pino-cazziatone. E invece ho capito la grandezza del nostro mister. Non si è incazzato come una iena come in tante altre occasioni in situazioni di analoga difficoltà. Questa volta, anche in virtù dei risultati incredibili già ottenuti, ha fatto leva sull'amor proprio dei nostri ragazzi. Come ha dire:" Eccheccazzo ragazzi, ma non vi girano le eliche essere sotto, voi i più forti contro questa squadra di morti? Non vi rompe i maroni sapere che domani tutto il mondo del calcio a cinque gioisca del fatto che l'invincibile corazzata del Carmenta ha perso partita e faccia in quel di Grado?". E così, tornati in campo, senza fare niente di trascendentale ma mettendo sul parquet il nostro solito spirito di squadra guerriera, abbiamo deciso che la legge del più forte doveva essere ristabilita. Tre gol di Paulista e due di Diego rimettevano a posto le cose e ci proiettavano verso una settimana in cui la testa deve tornare ad essere la solita e con lei anche i nostri traguardi che sono ancora ambiziosi. Primo fra tutti la partita di sabato col Villorba che deve fare da trampolino di lancio e da ripartenza verso un finale di campionato che oltre a mantenere la nostra imbattibilità, deve farci trovare o ritrovare da subito, le nostre coordinate per l'impegno prestigioso di Coppa Italia. E allora, domani, tutti al Palaboschi che questa squadra ha bisogno del suo pubblico, in una partita molto difficile, contro una squadra blasonata e in ripresa. Poi, testa e cuore ( sperando di recuperare finalmente tutti i nostri infortunati, e sono tanti ) in direzione Roma, dove prossimamente avremo da combattere in una ribalta nazionale in cui non possiamo e non dobbiamo fallire. Siamo o non siamo la:
COMBRICCOLA DEL MENE.
Alla prossima brava gente...........................................

mercoledì 17 febbraio 2010

Sabato 13 Febbraio

20^ GIORNATA CARMENTA - PETRARCA 3 - 1

E' qui la festa? Certo che è qui la festa. Sabato 13 febbraio, ultimo istante della partita, l'arbitro fischia la fine e il delirio si impossessa di un Palaboschi che non aspettava altro per celebrare il raggiungimento di un obbiettivo che ha dell'incredibile. Abbiamo battuto il Petrarca, e proprio in faccia ai cittadini, il piccolo paesello di Carmignano di Brenta, ha definitivamente legittimato il nome, di chi è il più forte nel panorama del calcio a cinque padovano: il Carmenta. Non ci sono cazzi che tengano signori e signore, siamo noi, siamo noi, i più forti in serie B siamo noi. La partita non è stata a dire la verità, una delle nostre migliori, ma chissenefrega, vuoi andare a vedere i nostri che erano in formazione largamente rimaneggiata? Vuoi star lì a disquisire di vaghe considerazioni tecnico tattiche? Vuoi tentare delle analisi a sfondo sociologico, delle motivazioni che, un piccolo paese, sa trovare nei confronti del ben più blasonato capoluogo di povincia? Non ce ne può fregare una beata mazza, tutto quello che ci importa è che il campionato lo abbiamo vinto noi e che la festa che ne è seguita è stata: piena, appagante e soprattuto molto divertente e alcolica. Serie A2, adesso l'ho detta, la parolina che tanto ci inorgoglisce ma che allo stesso tempo ci inquieta un po'. Perchè, se da una parte ci fa gonfiare il petto il fatto di essere stati promossi, dall'altra col carico di responsabilità, a tutti i livelli, che la nuova categoria ci porta in dote, un attimo di giusta preoccupazione è nata in tutti noi. Vabbè, ci penseremo più avanti, sperando che adesso, tutto il sistema paese di Carmignano, si metta una mano sulla coscienza e si ponga di fronte al fatto che: qui non si tratta più di competizioni con piccoli paesi limitrofi, ma scontri con città e realtà molto più grandi di noi. Sia da un punto di vista strettamente geografico che economico. Ma visto che noi siamo il ricco nord-est, tutti assieme possiamo toglierci grandi soddisfazioni e fare gioire un pubblico che sempre più numeroso si sta appassionando per questo sport giovane e dinamico. Però adesso via le preoccupazioni, per il futuro c'è tempo, godiamoci il periodo e che la festa non continui, perchè se dovesse continuare come sabato scorso, ho la vaga impressione che i nostri giocatori e tutto lo staff, più che in campo si troverebbero meglio in qualche circolo per alcolisti anonimi. Anche perchè, abbiamo ancora quattro partite per battere tutti i record del campionato, e, sempre che non subentrino avvenimenti clamorosi degni di un film carico di suspence, la Coppa Italia. Da vincere? Beh noi ci proveremo con tutte le nostre forze anche perchè l'appetito vien vincendo. O no? E adesso andiamo alla combriccola del Mene che sabato ha dato prova di essere, oltre che un presidente vincente, un pazzo scatenato quando è ora di fare festa. Ma sapete cosa mi è passato per la testa proprio in questo momento? Non ho voglia di fare le solite pagelle. Voi vi chiederete perchè, ma in questo momento di grande gioia, per il risutato acquisito, non mi va di parlare di Diego che ha fatto un gol e un assist della madonna. Non mi va di parlare di Enrique che intanto un'altro golletto lo ha cazzato o di Lucas che col suo gol ci ha fatto vedere di che pasta è fatto. No, voglio parlare di chi non ha giocato tanto, come il grande Ale Fonta che si è sempre messo a disposizione di tutti come grande collante dello spogliatoio. Del Calabretto che si è perso la parte più bella del campionato. Di Aissam e del suo braccio rotto, di Marco il nostro festaiolo portierone, dei giovani Fabian, Jamal, Lele, Marco, Erion e Rashid in arte Tony Manero per le sue acconciature. E i nostri brasiliani Wagner, Pablo e Paulista? Il tecnicamente rimpianto Imad? E il grande capitano Gaston dove lo mettiamo? E se mi sono dimenticato qualcuno ma non credo? Io lo sapevo, alla fine sono tornato a parlare di loro, i nostri ragazzi. Ma cosa volte farci, dopo un campionato così non si può che tributargli un giusto e sentito: GRANDI. Ultimi ma non in ordine di importanza, la Pamela, il Ciuska, la Checca col nonno Chichi, Bino ,Roky, Paolo, Boggy, Gibe & Family, Sergio, tutti quelli che mi sarò sicuramente dimenticato, il nostro pubbilco, Asso, i miei gatti Poldo e Bice, insomma fermatemi che sto delirando. Avete visto che non ho nominato Pino. A parte che quest'anno mi ha insegnato che cos'è il calcio a cinque, a parte che come persona mi sono trovato bene anche solo a parlare di tutto e di più, a parte che credo che in tutto quello che è successo, in questa annata, abbia una grande fetta di merito, a parte che purtroppo è interista; con lui, il perchè ve l'ho raccontato dopo la trasferta di Grosseto, posso parlare solo con una sedia in mano e in presenza del mio avvocato. OH la famosa iena-Milella se si incazza fa paura. Anche perchè, in questo clima da ultimo giorno di scuola, se sabato a Grado non dovessimo fare risultato, sono sicuro che anche in riva all'adriatico questo strano animale da futsal potrebbe fare la sua ricomparsa. Alla prossima brava gente...........................................................

mercoledì 3 febbraio 2010

Sabato 30 gennaio.

19^ GIORNATA GROSSETO - CARMENTA 2 - 4

Dove eravamo rimasti? Ah si, prima piccola delusione dopo il pareggio di sabato 23 che, se anche doveva umanamente accadere, un po' aveva scalfito le inossidabili certezze di una squadra che fino a questo punto del campionato aveva visto solo successi. Alè, si gira pagina e si monta in pulmino il giorno prima e via in direzione Grosseto. Carichi di rabbia e di voglia di far vedere a tutti che il piccolo intoppo dell'ultima giornata di campionato era solo passeggero e non un trend che si stava consolidando. Si arriva a sera inoltrata, e si va in tavola con menù tipicamente toscano. Piatti di gnocchi fatti in casa che metterebberò ko per quantità anche il guinness-men della specialità mangiapasta, secondo di conseguenza e brindisi finale a festeggiare il compleanno di chi scrive. Subito a nanna che domani dobbiamo fare il solito nostro lavoro sporco, e cioè consolidare la nostra posizione in classifica e, se il Poggibonsi dovesse perdere, chiudere la pratica di questo campionato, con la matematica certezza del salto di categoria. Ci si sveglia in terra toscana col sole, e una temperatura che paragonata a quella delle nostre parti c'è da chiedere subito al comune di darci la cittadinanza. Un tiepido sole primaverile che fa venire voglia di andare al mare vista la vicinanza, ma non si può, occhi cattivi e determinati e via andare al palasport la "Bombonera". Oddio, di bomboniera forse solo il ricordo. Non tanto per la struttura, ma per i segni del tempo, molto evidenti in una struttura che, se rinfrescata e rimessa a nuovo, sarebbe secondo me un gioiellino per questo sport. Ma poi che dico, non è che noi siamo messi tanto meglio nel nostro palaboschi, dove, quando piove, piove dentro, e quando i giocatori corrono, il fondo fa da effetto marea quasi a sollevarsi e formare onde a ogni passo. Mal comune mezzo gaudio? Un paio di palle, una disattenzione verso questo sport da parte di tutti che non si capisce, vedendo al sabato persone che si entusiasmano e partecipano alla gioia collettiva che questa disciplina sa regalare. Piccolo sfogo, andiamo alla partita. Primo tempo, molli come da periodo, ma il tempo passa e si avvicina l'intervallo. Giocatori che rientrano negli spogliatoi, e una volta chiusa la porta, si ritrovano faccia a faccia con iena-Milella, una razza di animale che quando vede che le cose non prendono la giusta piega si altera un po'. Sfuriata con parole che è giusto rimangano nelle segrete stanze dello spogliatoio, si ritorna in campo, e chissà per quale strano motivo le cose a mano a mano che passa il tempo si sistemano, fino a sfociare nela solita vittoria di conseguenza. Chissà come mai.................Ed eccola la sbadata combriccola del Mene, che non è potuto venire, ma forse è stato meglio, vuoi magari vedere che invece di una, ne trovavano due, di queste strane iene che si aggirano per i palasport d'Italia?:

ENRIQUE: primo tempo dove filosofeggia calcio senza costrutto, secondo tempo digrigna denti e muscoli, il tutto al servizio della causa, e si che nell'intervallo ha bevuto solo del the:
DOUBLE-FACE.

WAGNER: attraversa la partita con la solita dedizione, è uno di quelli che ha tirato il carro per tutto l'anno e perciò un invito a continuare che ormai è in vista del traguardo di un campionato da assoluto protagonista:
L'ALTRA FACCIA DELLE STELLE.

DIEGO: e qua si entra nella mitologia classica. Aggredisce la partita con la forza dei personaggi Omerici; corre, lotta, sbuffa, fino a stritolare la squadra avversaria sotto i colpi dei suoi quattro gol che lo portano nell'olimpo di protagonista assoluto del match. A papà Renzo nel dopo partita viene conferito ad honorem il gongolo d'oro:
ACHILLE FIGLIO DI PELEO.

PAULISTA: la sua partita è figlia del black-out che ogni tanto gli succede nelle giornate dove i suoi mezzi, che sono senza dubbio di categoria superiore, lo portano ad assumere un atteggiamento mentale di superiorità, che alla fine in un ragazzo così giovane, fa più danni che benefici:
RESET PLEASE.

LUCAS:a volte ritornano. Ennesimo bentornato ad un giocatore, che se non fosse stato troppe volte fermato dagli infortuni, avrebbe sicuramente fatto vedere tutto il suo valore, che indiscutibilmente è molto alto:
LE DISCESE ARDITE E LE RISALITE.

PABLO: il Pozzetti torna dal Brasile per giocare la F8 di coppa Italia, ma decisioni giuridicamente fantascientifiche fanno saltare la manifestazione e noi ce lo godiamo in campionato. Forma approssimativa, ma bagaglio tecnico ed esperienza da giocatore di alto livello:
RIMPIANTO.

GASTON: arriva direttamente al palasport a giocare la partita per problemi di lavoro, scende da una Bmw col Calabretto alla guida, Aissam ingessato come navigatore e Pamela incorporata. Dopo aver rischiato di essere fermato dalla polstrada, perchè una macchina così non passa certo inosservata, sembravano quelli della mala del brenta, gioca da par suo ribadendo il suo ruolo di capitano:
GAS-CAPONE.

LELE: per adesso gli si chiede un minutaggio di forza e quantità, lui lo fa con la solita determinazione. In futuro ci si aspetta che arrivi anche la qualità, questa in parte c'è già, ma soprattutto la personalità:
LEGGITI LA FAVOLA DEL BRUTTO ANATROCCOLO.

JAMAL: riecco pisolo in una delle sue giornate tipiche. Entra veloce ed altrettanto veloce si risiede in panca, il tutto in un contesto che non riesci mai a decifrare cosa gli passa per la testa in questi suoi momenti tridimensionali:
INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO.

MARCO: non essendo stata una partita tutta in discesa, specie nel primo tempo, para tutto il parabile confermandosi come uno dei protagonisti dell'annata. Deve anche subire le angherie di un piccolo manipolo di scalmanati ultras che durante la prima frazione di gioco lo fanno oggetto, dalla curva dietro la sua porta , dl lancio di poco eleganti epiteti e non solo. Vabbè che la mamma degli idioti è sempre incinta, ma tutti questi parti plurigemellari.....mah: NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA.

PINO: di lui questa volta non parlo, che dopo avelo visto negli spogliatoi tra il primo e il secondo tempo, è meglio che me ne stia zitto. La prossima volta che mi avvicinerò a lui sarà solo con una sedia e una frusta, meglio se in presenza del mio avvocato: FEROCE.

Anche questa è andata. Adesso settimana di riposo causa slittameto della fase finale della Coppa Italia. Torneo che era stato organizzato in ogni suo piccolo particolare e che per un ricorso è stato rinviato a data da destinarsi. Non voglio entrare nel merito della decisione, mi fa solo tanta tristezza vedere che si fa parte di un mondo dove le spese e gli impegni sono da professionisti, mentre il livello generale del movimento nel suo insieme è da dilettanti allo sbaraglio. Perciò arrivederci a sabato 13 in casa col Petrarca. Derby che potrebbe (condizionale usato solo per scaramanzia) darci gli ultimi tre punti per sancire la vittoria di questo campionato. Iniziate già a memorizzare questa data, per il resto, alla prossima brava gente....................